Che cos’è il viaggio in Ecuador e a cosa serve?

Il Viaggio in Ecuador serve ad uscire fuori di sé nella direzione dell’Altro più lontano. Il mio ruolo non è quello del cooperante o del missionario. Non è quello del volontario né quello di un responsabile di una compagnia viaggi. Non organizzo il viaggio ma metto in coordinamento tra di loro tutte le meravigliose realtà che stanno lavorando a questo progetto d’accoglienza di bambini e bambine di strada. Il mio ruolo sarà dell’accompagnatore; di chi c’è già stato e di chi conosce la realtà di cooperazione di Roma ed i responsabili della Fundacion Cristo de la Calle ad Ibarra città dell’Ecuador non lontana dai confini con la Colombia.
Viaggiare serve a cercare il senso quando lo si è perduto. Nella mia visione non si va mai ad aiutare l’Altro ma si va a dare e ricevere contemporaneamente. E’ importante partire senza idee e con occhi ed orecchie ben aperte. Il viaggio in Ecuador è un grande lezione di vita ed è, forse, l’azione che più di ogni altra ci aiuterà a vedere la nascita di questo “umanesimo dell’altro uomo” di cui Levinas parla.

“Il mondo è un libro,
e chi non viaggia legge solo una pagina”

– Sant’Agostino d’Ippona ‘

Come funziona? Dove, quando e come si svolge? A chi è rivolto?

Il viaggio è rivolto a ragazzi e ragazze che abbiano compiuto diciotto anni d’età. I giovani italiani scoprono questa dimensione a loro connaturata che è quella della semplicità delle relazioni con gente umanamente più ferita dalla vita ma interiormente più forte. Un grande teologo e filosofo R.Pannikar diceva che nei paesi con questa grande povertà materiale non riscontrava quella sofferenza dovuta al disagio psichico che riscontrava nell’Occidente economicamente più
avanzato e forte. Un giovane che nella vita inizia a pensare di volera lavorare nell’ambito della cooperazione internazionale credo che sia un giovane al passo con i segni dei tempi e cioè di un mondo dove non esistono confini di nazione né di razza. L’amicizia dei giovani del nord e del sud del mondo è il serbatoio della speranza. Ci sono tante formule per partire e la cosa importante è instaurare un dialogo corretto sia con la realtà di cooperazione internazionale con sede a Roma e sia con i responsabili della realtà d’accoglienza a Ibarra ( Ecuador). Chiamatemi ed organizzeremo subito un incontro per stabilire ogni dettaglio del viaggio che cercherò di realizzare almeno due volte all’anno.